ph carlozanzi
Alla Festa per Mock si è esibito anche Alberto Montalbetti, proprietario della Trattoria delle Rose di Cazzago Brabbia (spesso Marco andava a cena lì, con gli amici), simpatico 'Nanni Svampa' varesino.
lunedì 2 novembre 2015
Mock Story - 137
ph carlozanzi
2 giugno 2013 - Le notizie sul dolore alla schiena, i primi esami di controllo non sono incoraggianti ma Marco mostra subito di saper reagire alle avversità, confermando la Terza Festa della PBB, 'Lights of your party', che si tiene nell'amena località del Prato delle Campanelle a Buguggiate, messo a disposizione dall'amica e collega (di Mock e mia) Anna Peruzzi. E gli amici musicista di Marco accorrono. Si suona e si mangia, la giornata è favolosa, rispondono all'appello fra i tanti Lorenzo Bertocchini (in foto) che da poco collabora con Marco, Luca Guenna, Guido Zanzi, Chicco Comolli, gli amici milanesi della band OutOfSize, Annina Satta....
2 giugno 2013 - Le notizie sul dolore alla schiena, i primi esami di controllo non sono incoraggianti ma Marco mostra subito di saper reagire alle avversità, confermando la Terza Festa della PBB, 'Lights of your party', che si tiene nell'amena località del Prato delle Campanelle a Buguggiate, messo a disposizione dall'amica e collega (di Mock e mia) Anna Peruzzi. E gli amici musicista di Marco accorrono. Si suona e si mangia, la giornata è favolosa, rispondono all'appello fra i tanti Lorenzo Bertocchini (in foto) che da poco collabora con Marco, Luca Guenna, Guido Zanzi, Chicco Comolli, gli amici milanesi della band OutOfSize, Annina Satta....
domenica 1 novembre 2015
Orlandina Capo d'Orlando-Openjobmetis Varese: 62-66
ph carlozanzi
Varese basket entra al PalaFantozzi di Capo d'Orlando, in Sicilia, con il capo chino: i padroni di casa sono ben messi in classifica, e giocano sul terreno amico. La Ojm è piuttosto malmessa. Ma la palla è rotonda e la partita si mette subito bene per noi: 8-18 dopo un quarto, 33-42 a metà gara, 50-54 dopo il terzo quarto. I siculi si fanno sotto, ma i nostri si avvantaggiano ancora di 9 (55-64 quando mancano 2'28"). La mano trema, le gambe pure e così si arriva 62-64 a -44". C'è da star male, immaginando il sorpasso ingiusto alla fine. Ma Campani ci dà dentro e stoppa un 'orlandino', mentre capitan Cavaliero (foto), ben governato dai fili di un immaginario, grande teatro dei pupi, con freddezza teutonica infila due tiri liberi e finisce qui: 62-66. Varese espugna il PalaFantozzi: e non c'è niente da ridere!
Forza Varese!
Varese basket entra al PalaFantozzi di Capo d'Orlando, in Sicilia, con il capo chino: i padroni di casa sono ben messi in classifica, e giocano sul terreno amico. La Ojm è piuttosto malmessa. Ma la palla è rotonda e la partita si mette subito bene per noi: 8-18 dopo un quarto, 33-42 a metà gara, 50-54 dopo il terzo quarto. I siculi si fanno sotto, ma i nostri si avvantaggiano ancora di 9 (55-64 quando mancano 2'28"). La mano trema, le gambe pure e così si arriva 62-64 a -44". C'è da star male, immaginando il sorpasso ingiusto alla fine. Ma Campani ci dà dentro e stoppa un 'orlandino', mentre capitan Cavaliero (foto), ben governato dai fili di un immaginario, grande teatro dei pupi, con freddezza teutonica infila due tiri liberi e finisce qui: 62-66. Varese espugna il PalaFantozzi: e non c'è niente da ridere!
Forza Varese!
E bravo Daniel
ph carlozanzi
E bravo Daniel...Daniel Pennac, scrittore di fama internazionale, oggi a Luino per ritirare il Premio Chiara alla carriera. Davvero uno scrittore 'generoso' (come lo ha definito Fabio Gambaro, che lo ha intervistato), generoso come qualità di scrittura e come abbondanza di contenuto. Un pomeriggio culturale di alto livello, il Teatro Sociale più che affollato, vediamo dall'alto Daniel che autografa la mia copia del suo 'Storia di un corpo', fotografato da Giorgio Lotti, il pubblico del Sociale e sul divano dell'intervista. Fabio Gambaro: "Dopo tanto successo e oltre trent'anni di scrittura, perché si scrive ancora?" E Pennac: "Perché ho fame...certo, a volte sono costipato e magari non scrivo per uno, due, tre mesi..." Una delle frasi più belle di Daniel, che ho letto in questi giorni, è la seguente: "L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale."
E bravo Daniel...Daniel Pennac, scrittore di fama internazionale, oggi a Luino per ritirare il Premio Chiara alla carriera. Davvero uno scrittore 'generoso' (come lo ha definito Fabio Gambaro, che lo ha intervistato), generoso come qualità di scrittura e come abbondanza di contenuto. Un pomeriggio culturale di alto livello, il Teatro Sociale più che affollato, vediamo dall'alto Daniel che autografa la mia copia del suo 'Storia di un corpo', fotografato da Giorgio Lotti, il pubblico del Sociale e sul divano dell'intervista. Fabio Gambaro: "Dopo tanto successo e oltre trent'anni di scrittura, perché si scrive ancora?" E Pennac: "Perché ho fame...certo, a volte sono costipato e magari non scrivo per uno, due, tre mesi..." Una delle frasi più belle di Daniel, che ho letto in questi giorni, è la seguente: "L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale."
Quel 1° novembre del 2014
ph marcozanzi
Il 1° novembre 2014, un sabato, era una giornata stupenda come oggi. Festeggiavo la mia 300^ salita al Sacro Monte di quell'anno, e al traguardo ho avuto la grande sorpresa di mio fratello Mock, con Buddy, che si è presentato con una torta con scritto 300 (preparata da Gabriella) e una bottiglia di spumante. Dunque: Marco era malato da più di un anno, attraversava un periodo non facile, anziché essere giustamente arrabbiato col destino, 'invidioso' di suo fratello che, più vecchio di tre anni, godeva di buona salute e si divertiva in bici e di corsa, non certo bendisposto a festeggiare, ebbene, Mock questo ha fatto, raccogliendo (non senza fatica, immagino) i frutti di un cammino di generosità e di altruismo lungo almeno un anno, ma secondo me iniziato molto tempo prima.
Il 1° novembre 2014, un sabato, era una giornata stupenda come oggi. Festeggiavo la mia 300^ salita al Sacro Monte di quell'anno, e al traguardo ho avuto la grande sorpresa di mio fratello Mock, con Buddy, che si è presentato con una torta con scritto 300 (preparata da Gabriella) e una bottiglia di spumante. Dunque: Marco era malato da più di un anno, attraversava un periodo non facile, anziché essere giustamente arrabbiato col destino, 'invidioso' di suo fratello che, più vecchio di tre anni, godeva di buona salute e si divertiva in bici e di corsa, non certo bendisposto a festeggiare, ebbene, Mock questo ha fatto, raccogliendo (non senza fatica, immagino) i frutti di un cammino di generosità e di altruismo lungo almeno un anno, ma secondo me iniziato molto tempo prima.
Alessandra a New York
Stamani su fb la mia ex alunna Alessandra Lamperti, più volte a New York per correre la maratona (in programma oggi, domenica 1 novembre) ha postato questo testo, che mi pare molto significativo. Mi sento coinvolto, non sono mai stato a NY ma ho corso due maratone, so cosa vuol dire. Certo, NY è NY, è LA MARATONA e più volte ho scritto che, se ne dovessi correre un'altra, l'ultima, la correrei a NY. Ma ciò non avverrà, e non per questioni di cuore, di polmoni, di volontà....si tratta soprattutto di articolazioni, di tendini....so che il mio ginocchio destro cederebbe e condizionerei, per una gara, tutta la mia quotidiana attività sportiva.
Grazie ad Alessandra, per il suo esempio.
Dal 2002 ad oggi sono
pochissime le prime domeniche di novembre assente da New York.
Ogni volta, ogni sacrosanta maratona, ho passato una magnifica giornata, carica di fatica fisica ma ricchissima di gioia. Chi mi ha accompagnata non se ne e' pentito e quel che e' ancor più grande, e' che in ogni linea finale raggiunta, avevo qualcuno di speciale pronto ad abbracciarmi. Di maratone ce ne sono tante, sport e vita insieme. Quest'anno me la gusto alla TV, sperando come al solito che sia un clima freschino, che non ci sia troppo vento sui ponti, che non lascino troppi bicchieri per terra ai rifornimenti, che non vengano saltate le tappe di rifornimento cibo, che i bambini facciano il tifo con le loro grida, che i pompieri suonino le trombe dei loro furgoni, che le persone che hanno vinto una battaglia o hanno supportato qualcuno che non c'è più, e se lo scrivono addosso, correndoci insieme, oggi si gustino quel percorso, piangano e vedano, oltre alla medaglia, un traguardo personalissimo e unico nel suo genere. Perché la maratona e' questo, molto altro ancora e ogni volta un emozione razionalmente impossibile da spiegare. Dedico questo giorno a chi con me ha avuto il coraggio di esserci e mi ha permesso di apprezzarne l'importanza. Per sempre, nel mio cuore.
Let's run friends! Il'll be with u! ❤
Ogni volta, ogni sacrosanta maratona, ho passato una magnifica giornata, carica di fatica fisica ma ricchissima di gioia. Chi mi ha accompagnata non se ne e' pentito e quel che e' ancor più grande, e' che in ogni linea finale raggiunta, avevo qualcuno di speciale pronto ad abbracciarmi. Di maratone ce ne sono tante, sport e vita insieme. Quest'anno me la gusto alla TV, sperando come al solito che sia un clima freschino, che non ci sia troppo vento sui ponti, che non lascino troppi bicchieri per terra ai rifornimenti, che non vengano saltate le tappe di rifornimento cibo, che i bambini facciano il tifo con le loro grida, che i pompieri suonino le trombe dei loro furgoni, che le persone che hanno vinto una battaglia o hanno supportato qualcuno che non c'è più, e se lo scrivono addosso, correndoci insieme, oggi si gustino quel percorso, piangano e vedano, oltre alla medaglia, un traguardo personalissimo e unico nel suo genere. Perché la maratona e' questo, molto altro ancora e ogni volta un emozione razionalmente impossibile da spiegare. Dedico questo giorno a chi con me ha avuto il coraggio di esserci e mi ha permesso di apprezzarne l'importanza. Per sempre, nel mio cuore.
Let's run friends! Il'll be with u! ❤
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