ph cibi
Non sono adatto alla pensione.
Non sono in sintonia con la vecchiaia.
Mi sta molto antipatica la morte.
Probabilmente ho sbagliato indirizzo, genere, destino.
Sono un pesce fuor d'acqua,
un elefante in equilibrio sopra un filo.
Eppure qualcuno mi giudica ben adattato.
E' che, alla fine, bisogna pur vivere.
giovedì 7 maggio 2015
Idealità stinta
ph carlozanzi
Passando per la piazza del Duomo di Trento ho fotografato questa ambulanza della Prima Guerra Mondiale. Distribuivano un foglio, grazie al quale ho scoperto l'esistenza dell'American Ambulance Field Service (AFS), in festa per i cent'anni di vita. In pratica alcuni giovani idealisti americani, universitari, benché il loro Paese non fosse in guerra, sono corsi ad aiutare (come ambulanzieri e barellieri) i feriti in Francia. Il più idealista di tutti era Abram Piatt Andrew. Da questa forma di volontariato (che si è ripetuta anche durante la Seconda Guerra Mondiale, e che è costata la vita a molti giovani americani) è nato poi uno scambio dapprima fra studenti universitari Usa e francesi, e in seguito fra studenti liceali di ogni nazione. Si veda anche www.100anniafs.org
Perché ne parlo? Perché ho nostalgia di questa idealità giovanile. Con gli anni si stempera, si stinge, si sgonfia, si depaupera..se ne va...
Passando per la piazza del Duomo di Trento ho fotografato questa ambulanza della Prima Guerra Mondiale. Distribuivano un foglio, grazie al quale ho scoperto l'esistenza dell'American Ambulance Field Service (AFS), in festa per i cent'anni di vita. In pratica alcuni giovani idealisti americani, universitari, benché il loro Paese non fosse in guerra, sono corsi ad aiutare (come ambulanzieri e barellieri) i feriti in Francia. Il più idealista di tutti era Abram Piatt Andrew. Da questa forma di volontariato (che si è ripetuta anche durante la Seconda Guerra Mondiale, e che è costata la vita a molti giovani americani) è nato poi uno scambio dapprima fra studenti universitari Usa e francesi, e in seguito fra studenti liceali di ogni nazione. Si veda anche www.100anniafs.org
Perché ne parlo? Perché ho nostalgia di questa idealità giovanile. Con gli anni si stempera, si stinge, si sgonfia, si depaupera..se ne va...
Festa dell'Europa alla Vidoletti
Stamani, giovedì 7 maggio, Festa dell'Europa alla Vidoletti: cartelloni, spettacolo musicale (in foto, immagini dall'edizione del 2013), letture.
mercoledì 6 maggio 2015
Il devoto
Paolo Grassi, ex parà della Folgore, varesino negli Usa da quattro anni, è stato ucciso a coltellate in Canada da Alvin Rodriguez Moya. Quando ho sentito, giorni fa, la notizia tragica, e che Paolo era di origini biumensine, ho fatto mente locale ma proprio non mi veniva in mente chi fosse, anche perché manco da Biumo Inferiore da 34 anni, più o meno l'età di Paolo. Poi oggi ho saputo che era il figlio del signor Grassi, un uomo di bassa statura, magro, ligio alle pratiche della religione cattolica sino all'eccesso, sempre in chiesa col breviario in mano, gran lavoratore (era impiegato al Comune di Varese). Già, lui, il signore che noi giovani chiamavamo 'il devoto' proprio per la sua rigorosissima osservanza religiosa. Ed era di buon carattere, un uomo fuori dal tempo, un personaggio da romanzo. Purtroppo anche la fine di suo figlio è degna di una trama noir, ma come sempre la vita supera l'immaginazione, e l'immaginazione si nutre di realtà. Di Paolo non posso dir nulla, non lo conoscevo. Ma del 'devoto' sì, morto ormai da anni. Se un Paradiso esiste lui è lì, felice di riabbracciare il suo Paolo.
Varese nella Grande Guerra
Sabato 9 maggio 2015, alle ore 11, nel Salone Campiotti della Camera di Commercio di Varese (piazza Monte Grappa) verrà inaugurata la mostra
'Varese nella Grande Guerra'
a cura dell'Associazione Varese per l'Italia 26 maggio 1859.
La mostra rimarrà aperta sino al 26 maggio (orari, tutti i giorni: 10.30/12-15/19).
Venerdì 22 maggio, ore 17, verrà presentato, sempre alla Camera di Commercio di Varese, il volume 'La Grande Guerra e il Varesotto'' di Riccardo Prando.
martedì 5 maggio 2015
Vittoria di squadra
ph paolo cortelezzi
La vittoria nella staffetta 4x100 è probabilmente quella più gradita dai ragazzi: vince la squadra, l'unione fa la forza, la collaborazione premia, c'è lavoro di gruppo, si gioisce in compagnia.
La vittoria nella staffetta 4x100 è probabilmente quella più gradita dai ragazzi: vince la squadra, l'unione fa la forza, la collaborazione premia, c'è lavoro di gruppo, si gioisce in compagnia.
Il racconto del mercoledì
Incontrò
i suoi occhi
di carlozanzi
Incontrò
i suoi occhi. La sua pena.
Intorno
a loro un ospedale moderno, pulito. Scivolavano su pavimenti lustri malati e
sani, gente con le stampelle, altri al cellulare (anche se un cartello
raccomandava di tenerli spenti), degenti in carrozzina e parenti inquieti,
pazienti che fumavano per intossicare il dolore e sani falsi, altri sinceri,
altri commossi. In quell’ospedale si intersecavano bugie, mezze verità, e
quando la verità tutta intera scoppiava, il boato liberava pianti e abbracci.
Incontrò
la sua trattenuta tristezza e gli disse: “Fai
bene ad essere incazzato.”
Lui
accettò che gli sfiorasse la mano.
“Quello
è più vecchio di te” e indicò un passante che avrà avuto almeno ottant’anni. “Hai
pensato che sarebbe stato meglio fosse toccato a lui? E’ un pensiero sano,
pieno di giustizia. Ti dirò di più: fai benissimo a dubitare della buona fede
di chi vuole i particolari, indaga…è solo per sincerarsi che tu stia male
davvero? Probabile, non è escluso. E se lo pensi non commetti peccato.”
Lui
si passò la mano sul naso, sui capelli, si grattò la barbetta lunga di tre
giorni.
“Fai
bene a non parlare, a sbattermi in faccia il tuo dolore…no, non devi parlare
per forza, sorridere per forza, regalarmi parole che attenuino la mia tristezza….no,
non farlo, non salvarmi, lascia che il fulmine, caduto vicino, bruci anche me.
Non sopporti i sorrisi di circostanza? Le parole gratuite che escono da bocche
sane? Le promesse di vite eterne, di aiuti soprannaturali che ti regalano con
sintetiche prediche dal finale che già conosci? Vorresti prenderli tutti a pedate
nel culo? Ne hai pieno diritto…Chi soffre come te può tutto, ha libero accesso
ad ogni sospetto, ad ogni scatto di rabbia, ad ogni vendetta….”
Lui
sorrise ma quel debole movimento gli causò una fitta. Disse: “Ai” e il resto
(‘cazzo, non ne posso già più’) lo tenne per sé.
L’altro
continuò: “L’invidia che provi è sacrosanta, non è un sentimento inopportuno.
Non vorrai farti ingannare dai sensi di colpa anche adesso. Per carità, mio
Dio, lascia stare. Ma che colpa e colpa. Che colpe hai tu, che giustifichino un
simile soffrire? No, ti prego, non cascarci…no, nessuna punizione per pensieri
vigliacchi, bassezze, cadute di stile, sotterfugi, tradimenti. Non crederai ad
un Dio così. Non credi più in Dio? Non mi sorprendo, forse un giorno tornerai
da Lui, ne abbiamo troppo bisogno ma ora scappa pure, sbattigli la porta in
faccia. Libera la tua rabbia come una tempesta, sfogati, piangi, non
trattenere.”
Lui
fece un lungo respiro. Una piccola lacrima trovò un varco, scivolò lenta lungo
la guancia e lui non la trattenne, non la tamponò col fazzoletto, lasciò che
completasse il suo tragitto.
Anche
l’altro si commosse.
“Ecco,
vedi, mi hai fatto piangere….sono contento….se si aggrappano al tuo dolore per
vivere meglio, se sfruttano il tuo male per acquistare slancio vitale, quando
anche tu vorresti farlo ma non riesci, se spingono sul fondo, che sei tu, per
risalire, fai bene, molto bene a rimanerci male….un ulteriore scempio, oltre a
quello, maledetto, del tuo corpo. Hanno rovistato in te, per salvarti, certo,
ma resta un oltraggio, una invasione nella tua proprietà. E dentro bruci e
vorresti urlare…che non è giusto, che non te lo meriti, che non ce la farai a
resistere, che sarebbe troppo per chiunque….urla, mio Dio, urla! Fatti sentire!
Devono capire, i sani, i cialtroni come me, che non possono svignarsela! Se
taci, se addirittura sorridi, noi ci illudiamo….Stai contando tutti i gradi
della commiserazione, lo so, dalla più sfacciata alla più pudìca…non hai perso
il senso di realtà, sai che al loro posto non sarebbe stato facile nemmeno per
te....vorresti giustificarli…però che almeno capiscano che per te, oggi, è
davvero impossibile….niente scuse, paragoni, aneddoti sui mali altrui…sulla
graticola ci sei tu, è tua la carne, solo tua e tu sei solo….gli altri? Se sono
bravi possono distrarti per qualche attimo, prendi fiato e poi si
ricomincia….Ecco, voglio distrarti un attimo, se ci riesco…hai sentito il
dialogo di quei due di fronte a noi? Scrolli il capo…a volte ho l’impressione
che nemmeno mi ascolti…dicevo di quei due…il sano ha detto testuali parole
-Guarda che io di operazioni ne ho fatte otto, tu sei solo alla terza, non mi
hai ancora raggiunto-…ma pensa se si può dire a chi ha il corpo segnato da
ferite che valgono venti, trenta interventi di routine, pensa se si può dire
che ha ancora da soffrire…l’avrà detto anche in senso ironico, ma ti pare il
caso? Perché il soffrire non ci regala almeno un minimo di saggezza?”
Silenzio,
imbarazzo e la ricerca di altri argomenti, come lo scalatore che cerca
l’appiglio per non morire contro le rocce. Il meteo? Decise di tenerlo per
ultimo, in caso di totale siccità. Si guardò intorno: “E li vedi quei tre?...”
“Ti
prego” disse lui con una debole voce, fatta di fatica. “Stringimi la mano.”
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