mercoledì 19 settembre 2018

Stoner



Sentii dire da uno scrittore statunitense, certamente famoso, ciò. Alla domanda di chi lo intervistava, chiedendogli perché si scrive, ripose: “Perché si legge. E’ il desiderio di far provare al lettore lo stesso piacere che tu hai privato leggendo un libro.”
Ebbene, concordando in ciò, allora vorrei scrivere come John Williams, per far provare ai miei lettori lo stesso piacere che ho provato leggendo Stoner, un libro che difficilmente dimenticherò.
E’ la storia di William Stoner, di famiglia contadina povera, docente universitario che, al pari del biblico Giobbe, è afflitto da diverse sventure, tutte sopportate con stoico distacco, pazienza infinita, umiltà. E’ la storia di un amore per la letteratura, di un amore intenso per una giovane studentessa. In fondo nulla succede di clamoroso, se non il clamore della cattiveria degli uomini, della loro imprevedibilità, della potente capacità di resistere al male. La scrittura è lineare, semplice nella forma, essenziale, tagliente, incisiva, profonda nella sostanza. Non dico altro. Leggete Stoner, se amate leggere.


Nessun commento:

Posta un commento