giovedì 5 gennaio 2017

Gente senza canditi


Pensieri sparsi alle 6 del mattino dell’Epifania. Anzitutto questo nome, epifanìa. Ricordo di averlo sentito per la prima volta che ero molto piccolo, elementari suppongo, e che mi è rimasto impresso, epifania=manifestazione, la mia prima parola in greco, lingua che mi accompagnerà per ben 5, non proprio bellissimi anni (almeno per ciò che riguarda il greco) della mia adolescenza al ‘Cairoli’. E poi, mentre spulciavo i canditi dal panettone, ho pensato che (io per primo) siamo gente senza canditi, che è un po’ come dire che siamo gente senza palle. Pensavo ai Magi (sempre ammessa la loro esistenza, naturalmente), cioè all’immagine di chi corre dei rischi, si mette in viaggio, parte seguendo messaggi incerti. Noi, gente di fine secolo e di nuovo millennio, che abbiamo anche la possibilità di non dover più faticare per eliminare i canditi, vendono panettoni con sole uvette o con niente del tutto, rischiamo per lo più virtualmente, e solo lì, siamo viziati, coccolati, poco abili in scelte durature e, soprattutto, rischiose.

Per ciò che siamo diventati auguro almeno l’arrivo di quattro Magi: oro, incenso, mirra e coraggio.

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