sabato 13 agosto 2016

La mia scuola - 25



Del primo periodo Isef ricordo certamente l’emozione della consegna della tuta, della borsa e delle scarpe. Una tuta (se ben ricordo) blu scura o nera, con stemma, di fattura antica, una borsa nera e un paio di scarpe adidas bianche. Le lezioni teoriche, con maschi e femmine insieme, si tenevano in via S.Agnese, sede staccata molto vicina all’Università Cattolica del Sacro Cuore, mentre le lezioni pratiche ci obbligavano ad una lunga trasferta sino al Centro Sportivo ‘Fenaroli’ di viale Suzzani, zona Bicocca. Scendevo dal treno a Bovisa o Bullona, dovevo utilizzare prima un filobus e poi un tram. Fra i prof. più noti, non posso non citare Sandro Calvesi, allenatore di atletica leggera. Era stato l’allenatore fra gli altri del grande ostacolista Eddy Ottoz, medaglia sui 110 ostacoli nel 1968 alle Olimpiadi di Città del Messico. Eccolo in foto proprio mentre allena Eddy al Fenaroli e sempre con Eddy e un altro nazionale non so dove. Per certi versi era un tipo alla Cesare Revelli, consapevole di aver raggiunto grandi risultati come allenatore. Ormai sul viale del tramonto, era un tipo che metteva soggezione. Non posso non citare che nel primo anno, durante una lezione di atletica, ci fece fare un test sul salto in alto e lì feci il mio record personale: 1.80. Non giurerei sulla veridicità della misura, so però che rischiai seriamente di finire fuori dai materassi. Ma la soddisfazione fu grande. Sempre Calvesi era noto per le due prove iniziali: la piscina e le collinette. Prove di resistenza, dentro e fuori la piscina vuota del Fenaroli, e sempre di corsa su alcune collinette vicino al Centro. Lì mi infangai tutte le scarpe nuove e mi arrabbiai. Per stare alle lezioni pratiche, avevamo Raimondo Albricci per la ginnastica artistica, uno dei fratelli Mangiarotti (un mito anche lui) per la scherma, per il basket mi pare un certo Trevisan, Morandi per la pallavolo, poi Tonetti, Spinaci per il nuoto (nella piscina del parco Solari). Nessun problema nella ginnastica artistica, me la cavavo anche nel basket e nel volley, qualche problema in più nel nuoto, soprattutto rana e delfino. Ricordo l’acqua sempre gelida. Avevamo lezione il lunedì mattina. C’erano studenti che arrivavano da molto lontano. Ad esempio un certo Poloni, che giocava a hockey in serie A e nella nazionale. Arrivava distrutto, con gli occhi pesti, dormiva in acqua, era cotto.

25-continua 

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