martedì 11 aprile 2017

Ines & Mario story - 75






1976: un anno triste per la mia famiglia e soprattutto per mia mamma, la prova più dura della sua vita, un tumore, una minaccia costante, un incubo. Eppure mamma Ines seppe reagire alla grande. Non subito, però. Fu una botta tremenda, Ricordo l’operazione e soprattutto le cure, la chemio molto pesante, tanto che ad un certo punto il prof. Magno, che la seguiva, ritenne di doverla sospendere. E arrivarono anni abbastanza sereni. Mamma Ines (come chi torna alla vita dopo un incubo) su buttò nella sua professione (dopo l’incarico a Tradate, riuscì alla fine ad arrivare vicino a casa, alla media Salvemini di via Brunico), nella sua amata musica. E’ stata sempre di esempio per me anche come docente: preparava le lezioni con cura, partecipava ai corsi di aggiornamento, organizzava spettacoli, non si accontentava, e credo che questo i suoi alunni lo abbiano apprezzato. Inoltre ha sempre cercato di dare il suo contributo come direttrice di coro in parrocchia a Biumo e al Lazzaretto. Ricordo molto bene le prove di canto, il sabato sera, all’oratorio ‘Molina’. Noi suoi figli (e anche suo marito) eravamo tutti nel coro, e deve aver molto apprezzato il fatto che l’ultimo nato, Paolo, si fosse incamminato sulla via dello studio del pianoforte. Come avrà gioito notando che comunque tutti i suoi ‘ragazzi’ amavano la musica. Certamente (lo confidò ad un’amica) notò la particolare predisposizione, il talento di Marco, forse rammaricandosi che non avesse la pazienza e la costanza di apprendere ‘seriamente’, con lo studio, l’arte musicale.
Mi soffermo sul 1978 perché lo ricordo come un anno molto bello, a parte l’inizio, perché a gennaio morì prematuramente mio zio Bruno. Sul suo diario, mamma Ines scrive: ‘Nel 1978 mi morì quasi fra le mie braccia mio fratello Bruno…’
Sì, ricordo bene quell’anno perché da parte mia terminavo l’Isef e quindi gli studi, mentre i miei genitori erano in festa per il 25° di matrimonio. Organizzarono le vacanze in modo da poter stare insieme ai loro figli, che ormai vivevano le vacanze comunitarie con la comunità Shalom. Così ecco i festeggiamenti: Messa al Lazzaretto, con don Angelo Morelli, taglio della torta a sei piani in oratorio, e poi tutti insieme a San Martino di Castrozza, con passeggiata in Val Gardena e all’Alpe di Siusi. Ecco Ines e Mario davanti all’Hotel Floralpina, che li vide nell’estate del 1953 in viaggio di nozze. Ma le vacanze non finirono lì. Mia mamma voleva partecipare ad un corso di aggiornamento a Fermo, nelle Marche, così andammo tutti al mare a Porto San Giorgio, in tenda (foto). Animata da grande voglia di vivere, mamma Ines propose anche il viaggio a Roma, in occasione dell’incoronazione del nuovo Papa, Giovanni Paolo Primo, agosto 1978. Mio padre doveva riprendere il lavoro e tornò a Varese, insieme a Paolo. Noi invece partimmo per Roma: io, Guido, Marco e mamma Ines. A Roma arrivò la telefonata di mio padre: erano arrivate le cartoline rosa, la chiamata a militare per me e per Marco. Partenza a settembre. Ricordo quelle giornate con piacere e nostalgia. Il ritorno fu piuttosto complicato, causa problemi al radiatore alla nostra Fiat 850. Guidavo io, avevo da poco preso la patente. Ogni 100 km dovevamo fermarci, lasciar raffreddare il motore, aprire il tappo del radiatore e aggiungere acqua. Ma alla fine arrivò la visione delle amate Prealpi.


75-continua

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