sabato 3 marzo 2018

La fede di Emilio

                                                                                              ph carlozanzi

Almeno duecento persone, chiesa di Velate senza posti a sedere e nemmeno in piedi per salutare il prof. Emilio Bortoluzzi, medico, uomo di cultura, veneziano di nascita e varesino di adozione. Sindaco, vicesindaco, molti medici, i velatesi ma anche molti varesini hanno voluto rendere omaggio, con la loro presenza, ad un uomo che ha fatto tante opere di bene, nella professione e nel tempo libero. "Contano le opere, la fede è un dono" ha detto nell'omelia il parroco don Adriano Sandri. "Emilio era un uomo in ricerca sul fronte della fede, una ricerca seria, si poneva molte domande. Ma se la fede è un dono, le opere di bene in lui non sono certo mancate." Poi don Adriano si è lasciato andare a ricordi personali: "Il primo incontro nel 1971, ben prima di salire a Velate come parroco. Da pochi giorni era stato aperto il reparto di Rianimazione al Circolo, grazie ad Emilio. Fui costretto a sperimentarlo perché un ragazzo si era ustionato molto gravemente. Giorni fra la vita e la morte, il ragazzo si è salvato, ora è medico, ma in quei giorni ho avuto modo di ammirare la professionalità e l'umanità di Emilio." E ancora: "Al termine di una lunga giornata di lavoro in ospedale, lui e la moglie Stefania, medico, a volte prendevano l'auto e andavano a Milano, ad un concerto. Emilio amava la musica, si ricaricava così." Una passione che ha trasmesso ai figli e ai nipoti, tanto che il nipote Pietro oggi era in chiesa, con il suo violino, due brani in ricordo del nonno tanto amato. 
  

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