domenica 4 marzo 2018

Un Ginkgo per Enrico



                                                                  ph carlozanzi


Freddo e nebbia hanno cercato di appannare la figura di Enrico Arcelli, stamani, nel parco di Villa Toeplitz. Ma certamente non ci sono riusciti, a giudicare dalle numerose presenze e dalle parole che autorità e amici hanno regalato al prof. Arcelli, il mago dell’allenamento, un medico sportivo rivoluzionario, uno sportivo praticante dalla grande passione per la vita, inarrivabile per gentilezza e signorilità. In tanti sì, stamani alle 10, domenica 4 marzo, autorità (sindaco, vicesindaco di Varese, sindaco di Bardello, questore…), ma soprattutto gente di sport, che ha imparato dalle metodologie Arcelli, l’uomo della preparazione atletica, che ha messo in riga e fatto sudare calciatori e cestisti, ciclisti e maratoneti. E gli amici non hanno dimenticato Enrico. Per lui è stato messo a dimora un Ginkgo bìloba maschio, e chi meglio del vicesindaco Daniele Zanzi, agronomo e runner, avrebbe potuto darci dentro con il badile, per eseguire un lavoro a regola d’arte? “Per la verità non è il clima ideale per mettere a dimora un albero” ha detto lo Zanzi “ma lo si è fatto perché il 5 marzo è il compleanno del dottor Arcelli. Questa pianta crescerà, il Comune farà di tutto per curarla, nella memoria di un grande uomo. La pianta non è stata scelta a caso, il Ginkgo è sacro in Cina e Giappone, i nostro figli lo vedranno crescere, i nostri nipoti lo vedranno enorme. Non c’è niente di più bello che osservare una pianta crescere, soprattutto quando una pianta è stata messa a dimora a ricordo di un amico.” Altre parole le ha regalate uno degli amici di Enrico, colui che spesso accompagnava il prof. nelle corse in Villa Toeplitz e altrove, la persona che più si è data da fare per programmare questo momento commovente: Giacomo Ierardi. “Quante corse qui in Villa con il prof. Arcelli” ha detto Ierardi. “E lui mi diceva sempre che la vita è come la maratona, mai voltarsi indietro, guardare avanti sempre con fiducia e speranza….I ricordi nessuno potrà portarceli via…” come a dire: nessuno ci farà dimenticare il prof. Silenzio fuori ordinanza, con il trombettista della banda di Velate, scoperta la targa, applausi, alla presenza di Angela Begnis Arcelli, moglie di Enrico, dei figli Francesca e Marco, dei nipoti. Nebbia, freddo, neve stamani in Villa Toepliz, e ricordi che scivolavano sul manto candido, ricordi di un personaggio che ho avuto il piacere di conoscere, che mi ha educato ad una vita bella.    



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