sabato 23 aprile 2016

Il mio sport - 39



Fra il settembre del 1978 e il settembre del 1979 dedicai il mio tempo al servizio della Patria, per il tramite della naja. Avevo le idee abbastanza chiare: visto che dovevo regalare un anno all’italica causa, che almeno fosse di mio gradimento, cioè sportivo. Avevo scartato l’idea del servizio civile (scelta che invece farà mio fratello Paolo) perché erano mesi in più, e dodici mesi erano già sin troppi. Volevo fare tanto sport, andare negli alpini, sciare, stare in montagna, entrare nella squadra esploratori, quella che avrebbe preso parte ai CASTA (Campionato sciistici truppe alpine), alle uscite più divertenti. Quando ricevetti la cartolina e seppi che ero un alpino, con destinazione Merano, gioii. Partii ai primi di settembre con spirito avventuroso. Il CAR alla caserma Rossi di Merano (foto) fu piuttosto noioso, tante ridicole esercitazioni di passo marziale e poco sport. In compenso, grazie alla bella stagione, feci lunghe camminate nei sobborghi, stupendi, camminando tra frutteti, raggiungendo piccole cime locali. E poi, i tortelloni alla pastora alla mensa dei ferrovieri erano super! Il giorno del giuramento ero di servizio, vidi la cerimonia dall’alto, con la ramazza in mano. Poi la destinazione: furiere a Merano! I miei sogni sportivi svanivano. Quello che era l’incarico da tutti sperato (si stava al caldo in ufficio, seduti, con tanti vantaggi e molte licenze) io non lo volevo. Così andai a parlare con il capitano, chiedendo che si tenesse conto della mia passione sportiva con un incarico più operativo. Mi accontentarono subito, ma non mi misero fra gli esploratori, bensì diventai un umile mortaista mortai medi, con destinazione Malles Venosta, battaglione Tirano: una delle caserme più temute, dove il nonnismo ancora imperava.  

39-continua

Nessun commento:

Posta un commento