lunedì 21 novembre 2016

L'Almanacco di Diana

                                                                                                ph carlozanzi



E’ stato presentato ieri, alla Feltrinelli, il volume ‘Almanacco delle tradizioni bosine’. Di che si tratta lo leggerete più avanti, scoprendolo dalle parole dell’autrice, Diana Ceriani, cantastorie lombarda (è di Castello Cabiaglio), ieri in perfetta tenuta bosina, insieme al fisarmonicista (nonché marito) Fabio Casa, alla figlia Arianna e ad alcuni rappresentanti del circolo della lettura a voce alta, ‘La voce sogna’. A presentare Diana e il libro l’editore Pietro Macchione e Chiara Zangarini, scrittrice.
Ma ecco di che si tratta:

“Dopo anni di appassionate ricerche quasi spontanee, su tradizioni, leggende, usi, costumi, modo di vivere e di pensare della nostra gente, dopo un forte sentimento di appartenenza che si è trasformato in amore per la mia terra, ogni suo albero, ogni suo problema, ogni sua sfumatura che accompagna inesorabilmente l’avvento ciclico delle stagioni prealpine, dopo tutto questo e molto altro, ho raccolto il materiale inedito di poesie e testi composti da me (che in realtà di materiale ha ben poco essendo molto emozionale) e ne è scaturito un libro: ‘Almanacco delle tradizioni bosine’ con sottotitolo “I stagiun dur cör”, che l’instancabile ed eccellente editore Pietro Macchione ha messo sotto la sua ala pubblicandolo, con mia immensa gratitudine.

Un viaggio giorno per giorno che ci conduce a scoprire i momenti salienti di vita vera, quella in cui l’uomo è interdipendente con la terra che abita, la rispetta, la ama. Ogni stagione prende vita, ricordando le origini del popolo bosino e ragionando sull’oggi che stiamo vivendo.

La rinascita primaverile anticipata dal desiderio contadino del risveglio della terra che, con prima si poteva lavorare, con più produceva, i momenti religiosi importanti, come la Quaresima vissuta con rigore o il Natale, vissuto in povertà ma con amore,
l’Estate con il gran lavoro in campi ed orti, badare agli animali, portare attenzione ai piccoli segni di sofferenza che la terra mostra e che dimostrano il distacco dell’uomo dalla vita naturale.
L’Autunno con i suoi indispensabili ed eccellenti prodotti,
l’Inverno con le sue difficoltà e la sua magia.

La bellezza dei nostri laghi e delle nostre montagne, leggende prealpine e storie di personaggi realmente esistiti e degni di nota, tradizioni importanti e radicate come il falò di S. Antonio o la Giöbia, il tutto condito da un grande rispetto per quel fondamento che si chiama famiglia. Riportando dal libro scrivo: “Diamo valore e difendiamo la famiglia, culla storica delle radici che unite formano il bosco del popolo”.

Il mio desiderio ed intento con questo libro è unicamente quello di far ragionare e soprattutto emozionare. Nulla di puramente nozionistico. Solo cuore. ‘I stagiun dur cör’.”

Il libro si trova nelle librerie varesine e lo si può ordinare online al sito dell’editore: www.macchionepietroeditore.it


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