sabato 19 novembre 2016

Mai arrivare punto a punto

                                                                                              ph carlozanzi


Mai arrivare punto a punto nel basket, quando mancano pochi minuti. Riflessione a freddo, dopo l’ennesima sconfitta di Varese contro Brescia, ieri sera al PalA2A. Certo, è facile scriverlo, il fatto è che c’è molto equilibrio in questo  Campionato e alla fine si arriva sempre lì, a giocarsela con gli ultimi tiri. E noi abbiamo già utilizzato l’80% della nostra fortuna annuale, con le vittorie delle prime giornate (vale la pena ricordarcelo), perché la fortuna gira. Bisognerebbe evitare di arrivare punto a punto capitalizzando al massimo il vantaggio, senza cali di tensione, sempre al 100% anche con 10-15 punti di vantaggio. Massima concentrazione ad ogni tiro, soprattutto i liberi. Non ci si possono permettere soste, tirate di fiato. Varese non ha i numeri, non ha i giocatori per calare di ritmo, per gestire con quiete il risultato. Capitalizzare, conservare, tenere gli avversari sempre qualche punto sotto…perché poi se si arriva pari alla fine, allora basta poco….ad esempio chi segna per primo in quel frangente ha un’alta percentuale di vincere alla fine. Canestro pesantissimo. E ieri è toccato a Brescia, sul 65-65 a -3’ dalla fine erroraccio di Maynor e un bel triplone di Landry. Quella è una mazzata pesante. E’ chiaro che nell’azione successiva Varese trema, si sa che un altro errore sarebbe fatale, mentre gli altri viaggiano in prima classe. E se arriva il secondo errore (Eyenga da 3) allora è davvero durissima. Parte la tripla di Moss e tutti a casa. Anche gli arbitri alla fine, punto a punto, fanno quello che possono e l’errore è più probabile.

Ai tempi della grande Ignis, anni Settanta, viaggiava anche la noia. Erano tre le partite interessanti: Milano, Bologna, Cantù. Le altre, a metà gara era già tutto finito. Oggi non è più così. Ogni partita è sofferenza pura.  

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