lunedì 19 giugno 2017

L'esempio di Francesco


                                                                ph carlozanzi

Oggi, ai suoi funerali, ho conosciuto la parte del mio amico Francesco che mi mancava, cioè quella dopo i primi anni Ottanta. Perché insieme abbiamo vissuto gli anni dell’adolescenza e della giovinezza, quando sono state scavate le fondamenta di quanto oggi ho sentito raccontare da uno dei suoi figli: Francesco è stato un marito fedele, nella buona e nella cattiva sorte, un operatore del 118 professionalmente preparato e deciso, un padre esemplare, anche nella malattia, quando ciò che la figlia Agnese ha definito “un’ingiustizia, è diventata per tutti noi occasione di crescita.” Chiesa piena questo pomeriggio a Casciago, per i funerali di Francesco, e fra i presenti anche alcuni colleghi di lavoro. Il celebrante, durante l’omelia, ha detto la sola cosa che avrei voluto sentire (“Non è Dio che vuole la morte”), quindi bene così, mentre resta il mistero di una sofferenza così grande, che può essere vissuta nell’amore. Non oso immaginare quanto sarà costato al mio amico Cecco sopportare ciò che la sorte gli ha messo sulle spalle, e quanto hanno dovuto soffrire i suoi familiari. Oso sperare che, finalmente, il mio amico Francesco oggi riposi nella Pace. 

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