sabato 28 maggio 2016

Il mio Dio - 11



Amo mettere dei paletti, appuntare delle date significative, e allora ora rimarco in rosso e blu il 1974, per svariati motivi, che hanno a che fare anche con Dio, l’argomento di queste mie parole scritte. Se ripenso soprattutto alle due vacanze estive in Val Gardena della Shalom, 1974 e 1975 (foto), duramente guadagnate con lavoretti estivi, non posso non notare un crescendo di affezione verso questa comunità giovanile…e non solo per la presenza delle ragazze, e soprattutto di una. Il venir meno a poco a poco dell’illusione di diventare un campione dello sport trovò in quel tempo il conforto di una nuova idealità, che andava ad invadere il mio spazio di idealismo giovanile. Lo spazio dei sogni. Don Angelo, quel prete all’apparenza poco carismatico, stava diventando importante per me, aiutato in questo dal fatto che il gruppo di amici, sempre più folto, confortava i dubbi e regalava la forza di un’idea condivisa, di una partita da condurre insieme. E’ questa la straordinaria forza di un gruppo.  E come dieci anni prima, il ‘bravo ragazzo’ era ora pronto a mettere in pratica le indicazioni di quella comunità, che aveva regole, impegni, un servizio da compiere, una testimonianza da portare in parrocchia e fuori. Ed ecco tornare Dio. In verità non mi ero mai allontanato totalmente da Lui, ma ora si faceva largo, si imponeva. Ma sotto quale veste? Del dubbio, della ricerca, dell’approfondimento, della critica? Direi di no. L’incontro Shalom di approfondimento settimanale era soprattutto una meditazione della Parola di Dio e dei documenti della Chiesa. Si dava per scontato che noi fossimo una comunità cattolica, e si rimarcava il fatto che bisognava mettere in pratica quella ‘linea’, aderire con sempre maggior convinzione alla radicalità del messaggio evangelico, che imponeva attenzione agli altri e rinuncia di sé. Gli eventuali dubbi, tipo perché tante religioni, perché meglio i cattolici dei protestanti, perché tanti fratelli non credono e vivono bene, dimostrando un quoziente di umanità superiore a chi va in chiesa….tutto ciò non trovava spazio, e don Angelo si guardava bene dall’aiutarci a porci anche queste lecite domande e a trovare una risposta che non fosse preconfezionata. E su tutto e sopra tutto, il carisma dell’autorità….

11-continua

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