mercoledì 22 marzo 2017

Ines & Mario story - 32



Si ricorderà che nel diario di mia mamma ad un certo punto  si parla di una storia, nel 1947, con un uomo molto più ‘vecchio’ di lei, che durò due anni, più triste che felice e che si concluse con un nulla di fatto. Ho chiesto a mio padre, per avere lumi.
Si trattava di un giornalista, arrivato col padre a Varese, dopo essere scappato da Adis Abeba, dove il padre aveva un pastificio. Presero alloggio, solo una camera per dormire, proprio sotto l’appartamento di mia mamma, in via Ugo Foscolo. Probabilmente quell’uomo, non più giovane ma intellettualmente brillante (si suppone), che avrà elogiato fra le altre cose la bravura di mia madre al pianoforte, ha colpito la diciannovenne. I due, padre e figlio, decisero poi di aprire un pastificio di Argentina, e questo giornalista fece a mia madre la proposta di un matrimonio per procura. Sconsigliata dai suoi fratelli, ma anche da una sorella di questo personaggio, che abitava a San Remo e che divenne amica di mia mamma, la Ines decise infine per il ragazzo dei suoi 15 anni. Mio padre mi ha poi ricordato il romantico momento della scelta definitiva. Per chiarirsi definitivamente le idee (anche in merito alle avances dei due fratelli sardi della moglie di mio zio Bruno) mia mamma decise di trascorrere una settimana a San Remo (dalla sorella del giornalista) e da lì partire per la Sardegna, qualche giorno per farsi un’idea più precisa. Alla partenza disse a mio padre: ‘Se deciderò per te, (il tal giorno alla tal ora) mi vedrai arrivare in bici da Varese, tu scenderai in bici da Sant’Ambrogio e lì ci incontreremo.’ Lì dove? Alla curva dei peguràt, dove il viale Aguggiari interseca il viale Ippodromo, dove c’è la vecchia fermata del tram. Era la primavera del 1952. Papà Mario (certamente non molta apprensione), inforcò la bici e attaccò la discesa, che gli sarà parsa una salita. Non so se mia madre giudicò la sua salita una discesa, so solo che i miei si incontrarono alla curva dei peguràtt (foto).

32-continua



Nessun commento:

Posta un commento