domenica 26 marzo 2017

Ines & Mario story - 44



Purtroppo con la mia nascita ebbe inizio un periodo non proprio felicissimo per la mia famiglia, che andò accentuandosi in quel finire degli anni Cinquanta-inizi Sessanta, anni duri, che misero alla prova le fondamenta. Scrive mamma Ines:
Purtroppo però cominciarono per me alcuni guai di salute; fui colpita da una dolorosissima forma di sinusite, iniziata in gravidanza ma che si ripeteva ad ogni cambio di stagione. Anche Mario fu tormentato, in questo periodo, da una forma molto dolorosa di foruncolosi e soffrì parecchio. Nel frattempo la famiglia presentava le sue esigenze e non c’era da scherzare. Anche i bambini avevano i loro inconvenienti e bisognava, voglia sì voglia no, curarli. Era l’autunno del 1958 quando, come un fulmine a ciel sereno, mi accorsi del terzo arrivo. Fisicamente non stavo bene e accusavo disturbi svariati anche se non ben definiti. Era l’esaurimento che si preannunciava insieme alla terza gravidanza. Trascorsi veramente un brutto periodo nell’attesa e nella speranza che con la nascita del figlio tutto sarebbe sparito. Nacque infatti Marco, ma i miei disturbi si aggravarono. Fu veramente la prima grande botta per me e per la mia giovane famigliola. La mia forma di malattia fu definita depressione ansiogena e mi portò anche in ospedale per un mese di cure e riposo. La mia situazione fisica non migliorava neppure con le cure e quel mio caro Mario non sapeva proprio più cosa fare sia per me che per i figli. C’era anche mia madre che nella sua vecchiaia non riusciva a capire bene cosa stava succedendo, abituata com’era ad avere me al suo fianco vispa e allegra…’
Anni veramente duri. Ecco in foto Ines, Mario, Guido e Carlo ancora in un momento sereno. E poi Marco con la mamma, a Villa Mirabello. Posso solo lontanamente immaginare le preoccupazione e i patimenti di mia mamma e di mio padre, con tre figli, una donna anziana, un lavoro pesante (da Marcolini certamente non ci si riposava) e una malattia davvero tosta come la depressione. Andò in cura anche dal professor Edoardo Balduzzi, classe 1920, in quegli anni agli inizi della sua brillante carriera di psichiatra. Alla fine degli anni Cinquanta, su all’Ospedale psichiatrico di viale Borri, si praticava ancora l’elettroshock, una terapia molto discussa: mamma Ines fu sottoposta anche a quella cura, ma i benefici non arrivavano. Di quegli anni ho qualche ricordo dell’asilo: io e Guido eravamo i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Del resto come faceva mio padre, in quelle condizioni, a non ‘sfruttare’ il tempo pieno dell’asilo ‘Veratti’ di via Como?

44-continua

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