mercoledì 8 marzo 2017

Ines & Mario story - 7




Torno agli Zanzi e alla vita a Sant'Ambrogio negli anni Venti-Trenta, quando mio papà era piccolo. Ma immagino che anche dai Ravasi non fosse molto diversa la scena:
Non avevamo l’acqua corrente in casa” ricorda papà Mario. “Pozzo fuori, per lavare le donne andavano al lavatoio, che era in via Mulini Grassi, dove oggi c’è Oldani Pompe Funebri. In casa due secchi, uno per bere e uno per altri usi. Quando il secchio cadeva nel pozzo c’era uno strumento che serviva per riagganciarlo e riportarlo su.  Si teneva molto alla camera da letto, sempre in ordine, lenzuola pulite, una gran fatica per lavarle e stirarle col ferro a carbonella che sporcava tutto, camera pulita, con l’acqua nella brocca e il catino, si diceva che se veniva il dottore ci doveva essere tutto in ordine.
Per cucinare avevamo la cucina economica, con la caldaia, tre piastre con i cerchi che si toglievano, per poter cuocere col fuoco vivo che sporcava tutte le pentole, si pulivano solo dentro, fuori erano nere. La cucina economica aveva sempre il forno caldo, acqua calda. Poi c’era un piccolo fuoco a spirito, per far scaldare piccole quantità e poi un piccolo fuoco a petrolio, si soffiava per alimentarlo con una pompetta, c’era sempre odore di petrolio in giro, lo usava mia nonna Celestina per prepararsi la minestra, e mi diceva di fermarmi a cena e mio dava riso e erburìn, che mi piaceva moltissimo. Poi c’era il camino che non scaldava molto la casa, il calore andava verso l’alto, anche lì si metteva cibo a scaldare o a cuocere ma non era molto efficace. Mia nonna Celestina era un’ottima cuoca, curava bene il cibo, era stata a servizio dai Toeplitz.”
 

7-continua

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