venerdì 31 marzo 2017

Ines & Mario story - 60



La memoria di mio papà Mario non è più prontissima, e allora resta qualche buco nel ricordo dei nomi dei fratelli e delle sorelle degli altri miei due nonni, quelli materni, Battista e Angela.

Cominciamo da nonno Battista Ravasi. Aveva tre sorelle: Carlotta (foto), Maria e una terza, della quale non si sa il nome e che ha una storia un po’ particolare. Già si è a lungo parlato della zia Carlotta, molto amata da mia mamma Ines. Sposò Giulio Benfenati e non ebbero figli. Ecco poi la zia Maria, che sposò un certo Cerchi, un omone alto e senza un dito, figlio di uno che lavorava al vecchio Circolo di Biumo Inferiore. Ricordo certamente la zia Maria, forse era in vita anche il marito, ma non potrei giurarci. Ricordo questa vecchia abitazione in via Walder, un ambiente scuro, una donna molto anziana che mi stava meno simpatica della vivace zia Carlotta. Ebbero tre figli, due maschi e una femmina. Mio padre ricorda solo il nome di uno, Carletto Cerchi, ma questo me lo ricordo anch’io, un signore alto che abitava ad Avigno e che ebbe due figli, un maschio e una femmina. La femmina si chiamava Marilena, andò a lezione di piano da mamma Ines ma le due erano incompatibili, così l’insegnamento si interruppe. Ho un vago ricordo di questa Marilena, che oggi insegna musica. E la terza sorella? Non si sa il nome, si sa che ebbe un trauma da parto e che rimase segnata a vita. Per un certo periodo trovò assistenza nella sorella Carlotta, poi anche lei, pur buona, si rese conto che non poteva lasciarla da sola, quindi fu ‘alloggiata’ all’Ospedale Psichiatrico di viale Borri, dove rimase anni e anni. Mio padre ricorda che andavano a trovarla spesso e che si interessarono soprattutto quando si trattò di decidere il matrimonio: suppongo che mia mamma abbia insistito perché il futuro marito si rendesse ben conto della situazione, onde scegliere con completezza di elementi valutativi. Oggi il Mario dice che in fondo era una brava donna, lavoratrice, ma ogni tanto perdeva il controllo, lanciava strali e male parole a chicchessia, senza più freni inibitori.

60-continua

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