domenica 26 marzo 2017

Ines & Mario story - 43



Proseguiamo, grazie al diario di mia mamma, dal 1954:
‘Continuò così la nostra vita coniugale, ricca di bene e di lavoro intenso. Io, oltre alla casa, continuavo nell’insegnamento sia privato che a scuola, ed ero pianista in una scuola di danza. Di tempo veramente non ne avevo da perdere. La salute, grazie a Dio, era buona...’
Ecco, in foto, mamma Ines come docente di musica alle Industriali di Saronno, e come pianista alla scuola di ballo varesina, diretta da Bruna Brunati. Rispetto a questa scuola di danza, ho dei ricordi personali. Eravamo alle elementari, Guido ed io, mia mamma non lavorava più dalla Brunati ma aveva mantenuto buoni rapporti e una o due volte l’anno la ex ballerina si faceva viva, per proporci la pubblicità della sua scuola. Andavamo nei negozi di Varese, a distribuire le locandine di questa scuola.
Continua il diario: ‘Aveva 14 mesi Guido quando si annunciò un nuovo arrivo. Anche questo lo accettammo con gioia, anche se un po’ perplessi. Nacque Carlo, il nostro secondogenito, anch’egli pieno di vita e meraviglioso…’
Ecco il mio arrivo, che creò qualche perplessità a Ines e Mario, dato che le giornate cominciavano a farsi troppo intense. Mio papà ricorda spesso che, con me, cambiarono i metodi educativi rispetto ai neonati: con Guido ad ogni minimo accenno di protesta, i giovani genitori accorrevano. Con me dissero: ‘Non commettiamo quell’errore: quando ha mangiato, è cambiato è a posto. Non stiamogli troppo addosso.’ Papà Mario sostiene che fossi piuttosto docile, che me ne stavo tranquillo in culla, con gli occhi aperti, ad osservarmi le manine. Forse imparai in fretta che non era il caso di protestare, di far valere le proprie ragioni, e che la pazienza fosse bagaglio indispensabile, per non penare troppo nella vita.

43-continua

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