martedì 28 marzo 2017

Ines & Mario story - 54





Il diario di mia mamma, a questo punto, si fa sempre più sintetico. Poche notizie degli inizi degli anni Settanta. Ciò che ricordo bene, sono, come sempre le vacanze. E’ l’estate del 1970, finisco la terza media, primi amori, primi baci, gioco della bottiglia ai Giardini Estensi, iscrizione al Ginnasio ‘Cairoli’ ma, prima, le vacanze. Per la prima volta manca Guido, che ha preferito andare con gli amici della Comunità Shalom a Brigels. Si parte, la meta è il mare, la Versilia, dove mio padre andò per qualche giorno quando era giovane. Ma arrivati dalle parti di Viareggio, il mare è deludente. Così si punta a sud, si scende. Ricordo un ottimo pranzo a base di pesce a Castiglioncello. La discesa ci portò a quel punto dalle parti di Piombino, e allora i miei dissero: ‘Perché non andare all’isola d’Elba?’ Ignoravano che il traghetto andava prenotato  tempo prima. All’imbarco ci dissero che eravamo stati fortunati, era stata annullata una prenotazione e la mattina dopo c’era posto anche per la nostra 600. Ricordo il mal di mare su quel traghetto e poi la ricerca del campeggio: trovammo al Camping Lacona. Ottima zona: quello era mare, finalmente! Da una parte il mare con le rocce, dall’altro la spiaggia di sabbia. Passavo ore ed ore a pescare sulle rocce, tanto che presi anche un’insolazione, che mi obbligò in tenda per un paio di giorni, con nausea forte. In tre settimane di mare, solo qualche goccia di pioggia una notte, mentre Guido a Brigels trovò quasi esclusivamente acqua dal cielo. Ecco in foto Ines e Mario alla partenza da Portoferraio, e il nostro mitico canotto bianco. Nel 1971 rinunciai anch’io alle vacanze familiari, preferendo gli amici della Shalom, con vacanze a Rapallo. I miei andarono a Porto San Giorgio, al mare (foto).
Nel 1972 mamma Ines venne operata all’utero, ma tutto andò per il meglio. Si legge poi sul diario:
‘Passai alcuni anni di buona salute, salvo acciacchi momentanei. I ragazzi crescevano e il lavoro e le preoccupazioni, sulla loro crescita, non mancavano. Ma certamente anche l’aiuto di Dio in casa mia non mancava, e i miei cari defunti li sentivo sempre molto vicini. La mia fu spesso una famiglia invidiata (nel senso buono della parola). Ma qualcosa ancora mi attendeva…’  

54-continua

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